Disintossicarsi con l’acqua: le più famose ricette detox

“ Se vi è magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua”

Avrete sentito dire più volte quanto sia importante bere, l’acqua è senz’altro il segreto per ottenere una buona disintossicazione. Eppure alcuni dubbi continuano a rimbalzarti nella mente: quanta acqua devo bere al giorno? Come faccio a scegliere l’acqua migliore? Meglio l’acqua in bottiglia o quella del rubinetto?

Il nostro corpo ha bisogno di bere  0,5 l per 10 kg di peso corporeo, quindi per un adulto sono indicati oltre 2 litri e mezzo di acqua al giorno considerando anche l’acqua  assunta con gli alimenti che ingeriamo. 

L’acqua , attraverso gli organi emuntori, lava via le scorie e le tossine accumulatesi nell’organismo e allo stesso tempo lo idrata. Le sostanze nutrienti fondamentali assunte attraverso i cibi e i liquidi ingeriti vengono diffuse nelle cellule attraverso l’acqua, allo stesso modo i materiali di scarto del metabolismo cellulare sono eliminati attraverso l’acqua.  

E’ consigliabile bere acqua filtrata a basso residuo o acqua di rubinetto  a basso contenuto di minerali. Se scegliete di acquistare l’acqua in bottiglia, sarebbe preferibile optare per un’acqua confezionata in bottiglie di vetro, per evitare i residui del pec delle confezioni in plastica. 

Se invece scegliete la soluzione più economica, potete tranquillamente bere l’acqua del rubinetto, ma avendo l’accortezza di  lasciar sedimentare acqua con cloro per un pò prima di usarla. Quando iniziate il vostro percorso di disintossicazione è consigliabile scegliere un’acqua oligominerale a basso residuo fisso e non bere bevande gassate, soprattutto quelle che contengono zuccheri. 

Il corpo possiede dei ritmi naturali. La mattina, fino alle 10, è impegnato ad eliminare gli elementi di scarto. Proprio in quel momento è il momento migliore per disintossicarci sfruttando la naturale inclinazione dell’organismo.

Ecco perché consiglio di bere al mattino appena svegli un bicchiere di acqua calda (non troppo) e iniziare quindi il programma detox.  

Photo by Daria Shevtsova on Pexels.com

IDROPINOTERAPIA

Quando parliamo di idropinoterapia ci riferiamo alla cura attraverso l’assunzione dell’acqua per bibita. 

Tutti noi facciamo quotidianamente una cura idropinica anche senza accorgercene. 

L’acqua che assumiamo quotidianamente sia per bibita che attraverso i cibi che ingeriamo  contiene infatti Sali minerali disciolti che aiutano il nostro organismo a mantenersi sano. Purtroppo però non sempre beviamo il giusto quantitativo di acqua, in genere si tende sempre a bere meno del necessario. Questo è molto dannoso non solo perché si ostacola così l’eliminazione delle tossine ma si va anche in contro ai tanti problemi dovuti alla disidratazione. 

Quanti sanno che i dolori alla schiena, per esempio, sono dovuti anche ad una cattiva idratazione? Il muscolo ileopsoas, muscolo detto “dell’anima” perché contribuisce l mantenere la giusta postura, a causa di una cattiva idratazione si contrae portando conseguentemente a fastidi e dolori alla colonna specie nella zona lombare. Oltre alla quantità d’acqua che ingeriamo, facciamo poca attenzione anche alla qualità dell’acqua. 

Abbiamo visto come le acque non siano tutte uguali e quanto possono differire in relazione alle loro caratteristiche fisico-chimiche. Scegliere l’acqua giusta per noi è quindi fondamentale in relazione ai risultati attesi. Le acque “curative” andrebbero bevute sempre al mattino, a digiuno, sorseggiate molto lentamente. Prima di far colazione, attendere almeno mezz’ora. Alcune acque richiedono al paziente di camminare altre di stare sdraiati per migliorarne l’effetto terapeutico.  Anche la quantità varia molto. Si va dai due litri per le acque oligominerali, ai 30 gr per le acque arsenicali-ferruginose. 

La terapia idropinica detox, si fa in genere con alcuni tipi di acque in particolare:

  • acque diuretiche: indicate per drenare, eliminare i liquidi in eccesso, espellere calcoli e renella. Le acque diuretiche sono indicate per la cura della calcolosi renale e urinaria e nel trattamento post litotrissia. Da bere tutti i giorni. 
  • acque salso-solfate , da bere calde al mattino, a digiuno, indicata per ripulire il colon. Esercita un’azione antinfiammatoria, mucolitica e sedativa sulla mucosa delle prime vie respiratorie e sull’albero bronchiale se utilizzata per inalazione e in areosol.  Il ciclo è di 12 giorni. 
  • acque bicarbonato-solfato calcica: depurativa, detossinante, stimola il metabolismo ed è efficace per favorire l’eliminazione degli effetti tossici delle terapie farmacologiche prolungate. E’  efficace per le patologie del fegato e delle vie biliari, quali la dispepsia di origine gastroenterica e biliare. Si beve alla fonte, ad una temperatura di 33° per un ciclo di almeno 12 giorni. 

L’utilizzo di specifiche acque detossinanti, assunte sia giornalmente che per brevi periodi   favorisce l’eliminazione delle tossine, drena i tessuti, sgonfia, stimola il metabolismo e aiuta a eliminare tossine e liquidi in eccesso. 

LA CURA DELL’ACQUA CALDA

Durante la notte il nostro corpo non ha solo riposato, ha eliminato attraverso la pelle, la saliva, una gran quantità di tossine accumulatesi durante la giornata. Per questo il momento migliore per “ far pulizia” è al mattino al risveglio, quando il corpo è più ricettivo e si prepara ad affrontare la giornata.

Al mattino appena svegli, a digiuno, è bene bere un bicchiere di acqua calda/tiepida, a sorsi, lentamente, così da stimolare l’evacuazione intestinale. Bere un bicchiere d’acqua calda  a digiuno è molto benefico per la salute di tutto l’organismo , perché lo aiuta  a liberarsi di tutti gli scarti metabolici di cui non ha bisogno, attraverso l’urina e le feci. 

Oltre ad eliminare le tossine, aiuta a mantenere l’elasticità e la tonicità della pelle e a evitare che compaiano rughe premature, stimola il metabolismo aiutando  a bruciare grassi e calorie, stimola la peristalsi intestinale combattendo e prevenendo la stitichezza. 

Bere l’acqua calda la mattina è una buona abitudine detox che ci  aiuta a mantenere una buona salute generale, perché ha degli effetti positivi sul sistema linfatico, sul  transito intestinale, sul sistema immunitario. Inoltre controlla il cortisolo e ci aiuta a difenderci dalle infezioni. E’ quindi il modo migliore di iniziare al meglio la giornata , eliminando quella sensazione di sonno e torpore che di solito ci accompagnano nelle prime ore del mattino.

ACQUA E LIMONE

Se volete aggiungere all’acqua un prezioso alleato, potete aggiungere all’acqua, il succo di un limone. Avrete così ottenuto un’acqua alcalina. 

Il succo del limone è conosciuto sin dall’antichità, per molti considerato “la panacea di tutti i mali”, utilizzato sia per  scopi dietetici che terapeutici. 

Grazie al suo contenuto vitaminico, in particolare la vitamina C, al potassio, al basso contenuto energetico, alla bassissima presenza di zuccheri,   il suo uso può risultare interessante in determinate situazioni fisiologiche. 

Il limone da sempre è considerato nella storia un frutto indispensabile, specie tra le popolazioni mediterranee che non mancavano di piantare nei giardini delle case almeno il limone.  

Tuttavia il suo impiego terapeutico iniziò solo nel 1800, quando si scoprì che il suo succo risultava utilissimo per la cura e la prevenzione dello scorbuto, la malattia di chi andava per mare, dei marinai che a causa dei lunghi viaggi non potevano assumere cibi vegetali freschi ricchi di vitamina C. Malattia gravissima, che causava emorragie, ulcere cutanee, alle mucose e agli organi interni e che portava inevitabilmente alla morte.  

Quando è utile

Il succo di limone è utile per tutte le infezioni dell’apparato respiratorio, urologico, in tutte le patologie articolari come la gotta, le artrite e le artrosi, in caso di obesità, ritenzione idrica, diabete, ipertensione arteriosa, nelle manifestazioni cutanee come l’acne, la seborrea e gli eczemi.  

Il limone possiede quindi numerose proprietà benefiche, le principali:

  •     Battericida 
  •     Antisettico
  •     Antiscorbutico
  •     Antireumatico 
  •     Diuretico  
  •     Antiemorragico 
  •     Antidiarroico
  •     Antisclerotico
  •     Epatoprotettore
  •     Dimagrante
  •     Disintossicante
Photo by Julia Zolotova on Pexels.com

La ricetta Costacurta

Tra i naturopatia, Luigi Costacurta (1921-1991) è senz’altro tra i più noti, studioso di nutrizione terapeutica, tecniche igienistiche naturali e trofoterapia. Nei suoi percorsi terapeutici,  la «cura dei limoni» ha sempre avuto un ruolo importante. La cura dei limone veniva consigliata in particolare a chi soffriva di artrosi, gotta, obesità, calcoli della cistifellea, ipertensione, arteriosclerosi. 

 Eccola in breve

Ingredienti: 

  • 1 limone biologico
  • acqua minerale 

Diluite il succo di mezzo/un limone in un bicchiere di acqua tiepida e bevetelo al mattino appena svegli  a digiuno. Aspettare  almeno quindici minuti prima di fare  colazione. 

Ogni tre giorni aumentate la dose di un limone fino a raggiungere la quantità massima di 3-7 limoni, quantità variabile in relazione alla vostra costituzione e alle vostre necessità.

 Dopo altri tre giorni potete iniziare il percorso inverso (ogni tre giorni eliminate un limone) per ritornare gradatamente al consumo del succo di un limone al giorno. Costacurta consigliava di proseguire con la dose minima di un limone al giorno ancora per un mese.

La cura di Burroughs

La dieta depurativa a base di limone più famosa nel mondo  è senz’altro  quella proposta dal medico  igienista hawaiano Stanley Burroughs (1903-1991) che la fece conoscere  negli anni ’50 al grande pubblico nel suo bestseller “The Master Cleanser”.

La cura di Burroughs consiste nell’assumere durante la giornata da 6 a 12 bicchieri di una bevanda preparata miscelando acqua tiepida, succo di limone, sciroppo di acero e un pizzico di peperoncino. Sono esclusi tutti gli altri alimenti, soprattutto quelli solidi, mentre sono concesse bevande come, succhi di mela, spremute di arancia, infusi di camomilla, menta, rosa canina, tiglio.

Eccola in breve

Ingredienti:

  • 2 cucchiai di succo di limone fresco (spremuto al momento),
  • 2 cucchiai di succo di acero di tipo C 
  • un pizzico di peperoncino rosso in polvere 

Durante il giorno si bevono da 6 a 12 bicchieri di questa miscela, per  un periodo di cura di durata variabile (1-2-3 giorni fino a 10). Al termine , si deve seguire un’attenta fase di transizione per riavvicinarsi gradualmente all’alimentazione consueta. Infatti, l’errore più comune, dopo la cura disintossicante del limone, è quello di riprendere la consueta alimentazione, mangiando troppo e troppo velocemente, sottoponendo il fisico, non più abituato,  ad uno sforzo eccessivo. 

Dieta post cura Burroughs:

1° giorno: solo succhi di frutta freschi

2° giorno: aggiungere un passato di verdure a pranzo

3° giorno: aggiungere anche verdure crude o cotte a vapore, evitando ancora carne, pesce, uova, pane, pasta e dolci.

4° giorno: si possono   aggiungere pasta e pane

5° giorno: aggiungere anche il pesce e le uova

Dal 6° giorno  si può ricominciare a consumare una dieta equilibrata e di buona qualità.

Occorre infine tener presente che durante la cura del limone si possono verificare particolari sintomi e manifestazioni come la diarrea, eruzioni cutanee, sudorazioni abbondanti, alito cattivo, lingua pattinata. Sono tutte reazioni normali per un organismo in fase di disintossicazione. 

In ogni caso, prima di intraprendere la cura del limone è sempre bene valutare con il proprio medico se sussistono le condizioni di fattibilità ed utilità in base alla condizione generale di salute di ciascuno. 

Prima di intraprendere la cura di Burroughs è bene parlarne con il proprio medico o naturopata per valutarne preventivamente la fattibilità e l’utilità.

Pubblicato da Alessandra Scalas

Naturopata e Direttrice Centro Studi Naturalia

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